Contributo di ROTELLA in collaborazione cona la Dott.ssa Sara Gemignani 

The impact of obesity on neuropsychological functioning in adults with and without major depressive disorder

L’impatto dell’obesità sul funzionamento neuropsicologico in adulti con e senza depressione maggiore.

Premesse: Le evidenze scientifiche suggeriscono che l’obesità esercita un ruolo negativo sulla cognizione. D’altra parte, anche la Depressione Maggiore (DM) è associata a problematiche della sfera cognitiva. L’obesità è molto rappresentata in soggetti con DM ed è associata ad un mancato ritorno a livelli di funzionamento ottimali. L’obiettivo dello studio è stato di valutare l’effetto dell’obesità sull’impairment cognitivo in soggetti con DM.

Metodo: Lo studio ha confrontato la performance cognitiva di soggetti obesi con DM con quella di due popolazioni di controllo (soggetti obesi senza disturbi psichiatrici e soggetti controllo non obesi). E’ stata somministrata una batteria standardizzata di test neuropsicologici specificamente ideata per valutare la prestazione rispetto a memoria dichiarativa (dei fatti), funzioni esecutive, velocità di processazione e attenzione. I partecipanti sono stati inoltre valutati per quanto concerne il tono dell’umore e parametri fisici, nutrizionali e di salute.

Risultati: Nei tre gruppi studiati è stato osservato un chiaro pattern per quanto concerne le misure di memoria, funzioni esecutive, attenzione e velocità di processazione. I soggetti non obesi hanno avuto prestazioni superiori rispetto ai due gruppi di pazienti obesi per pressoché tutte le aree indagate. I soggetti obesi senza DM, hanno avuto prestazioni migliori rispetto ai soggetti obesi con DM.

Limiti: L’ampiezza del campione è ridotta e pertanto, la natura dello studio era essenzialmente esplorativa. In ogni caso il presente studio fornisce risultati stringenti che richiedono di essere verificati da ulteriori studi su una popolazione più ampia (in modo da poter controllare i risultati per molteplici fattori confondenti come ad esempio le terapie farmacologiche, lo stato nutrizionale e le più comuni comorbidità metaboliche).

Conclusioni: Il presente studio mostra come l’obesità abbia un impatto subdolo sulla cognizione in soggetti obesi senza DM e che, quando l’obesità è presente in soggetti con DM, questo impatto può diventare molto più significativo. Da un punto di vista clinico è importante ridurre al minimo tutti i fattori modificabili che possono peggiorare il funzionamento cognitivo in questi soggetti.


Commento: La stretta relazione fra Depressione e problematiche della sfera metabolica sono ben note. Negli ultimi anni si è parlato molto della sfera cognitiva in pazienti depressi e dell’effetto delle terapie antidepressive rispetto alle prestazioni cognitive dei pazienti depressi. Questo lavoro offre un importante spunto di riflessione su un aspetto che può ulteriormente legare a “doppio filo” mente e corpo. Se un disturbo depressivo può determinare lo sviluppo di importanti alterazioni metaboliche (stile di vita sedentario, scarsa cura di sé, effetto delle terapie psichiatriche), l’obesità può favorire uno stato depressivo (ridotta qualità della vita, stigma sociale). La cognizione rappresenta un punto chiave nella comprensione di questo legame. Nella pratica clinica, chiunque si occupi di obesità da un lato, e di depressione dall’altro, dovrebbe sempre tener conto di tutti i fattori in gioco nel momento di scegliere un intervento terapeutico che possa curare la persona e non la malattia.

The impact of obesity on neuropsychological functioning in adults with and without major depressive disorder. Restivo MR, McKinnon MC, Frey BN, Hall GB, Syed W, Taylor VH. PLoS One. 2017 May 5;12(5):e0176898. doi: 10.1371/journal.pone.0176898.

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2018-07-24T11:36:42+01:00

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