Contributo di DECEMBRINI

Commento a:

Gaps to bridge: misalignment between perception, reality and actions in obesity.

Caterson ID, Alfadda AA, Auerbach P, Coutinho W, Cuevas A, Dicker D, Hughes C,

Iwabu M, Kang JH, Nawar R, Reynoso R, Rhee N, Rigas G, Salvador J, Sbraccia P,

Vázquez-Velázquez V, Halford JCG.

Diabetes Obes Metab. 2019 Apr 29.

doi: 10.1111/dom.13752.

Nonostante l’obesità venga universalmente riconosciuta come una malattia cronica è ancora largamente sottostimata  in termini di diagnosi e trattamento.

Abstract

Introduzione: l’obesità è una patologia cronica associata a molteplici complicanze con aumento del rischio di disabilità e morte. Tale patologia risulta pesantemente affetta da stigma che include problemi di conoscenza (ignoranza o mis-informazione), di attitudine (pregiudizio) e di comportamento (discriminazione). Malgrado questi aspetti lo studio The Awareness, Care, and Treatment In Obesity maNagement (ACTION) ha evidenziato uno scarso numero di diagnosi di obesità e conseguente iter terapeutico.

SCOPO: Questo studio si propone mediante un disegno trasversale, osservazionale e descrittivo di analizzare i dati ricavati da una survey online eseguita  in 11 diversi paesi in soggetti adulti con BMI>30 kg/m2(>25 in Giappone). Tale survey includeva due questionari (il secondo realizzato solo in caso di confermata diagnosi di obesità) realizzati da una commissione internazionale di esperti nel campo dell’obesità e tre medici dipendenti di Industria privata.

RISULTATI: 16500 partecipanti arruolati come pazienti, 2785 operatori sanitari. I pazienti sono risultati largamente consapevoli circa gli effetti negativi sullo stato di salute e sulla mortalità (82%; solo il 26% del campione non presentava complicanze correlate), circa il ruolo centrale svolto da loro stessi nella terapia finalizzata al calo ponderale (81%) e circa l’importanza degli interventi sullo stile di vita (63%). Si ritengono adeguatamente motivati il 48% dei pazienti (soltanto il 20% non ha una strategia terapeutica finalizzata al calo ponderale da attuare per i successivi 6 mesi) mentre per gli operatori sanitari tale percentuale è largamente minore (31%). Il 35% dei pazienti riterrebbe utile parlare dei problemi di peso con il proprio medico, mentre per gli operatori sanitari il motivo per non affrontare l’argomento è rappresentato dall’apparente scarso interesse del paziente nell’intraprendere un percorso di perdita peso.

CONCLUSIONI: questo studio, nei limiti del suo disegno trasversale e descrittivo basato su dati riportati di peso corporeo ed altezza, individua un bisogno di assistenza non corrisposto per il paziente affetto da obesità che preveda un approccio strutturato alla diagnosi ed al trattamento del problema. Soltanto il 3% del campione riferisce di poter avere segni di irritazione ad affrontare il problema peso con il proprio medico.

Ilaria Decembrini

2019-05-29T18:18:30+02:00

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