Contributo di VIGNOZZI

Indice di massa corporea ed età della menopausa fisiologica: un’ analisi internazionale di 11 studi prospettici

Premesse

L’età della menopausa fisiologica, definita come l’assenza di cicli mestruali per 12 mesi consecutivi, ha una serie di implicazioni sulla salute delle donne. Nei paesi ad alto reddito l’età media della menopausa è di circa 51.4 anni. Diversi sono i fattori che possono influenzare l’età della menopausa: tra questi vi è l’indice di massa corporea (Body Mass Index, BMI) ma, ad oggi, le evidenze sull’associazione di questi due aspetti restano ancora da chiarire.

Scopo dello studio

Obiettivo del presente lavoro è quello di valutare la relazione tra donne con diverso BMI e l’età della menopausa attraverso l’analisi di studi che includono dati riguardanti diversi gruppi etnici di donne, tenendo conto di alcuni potenziali fattori confondenti. Sono state dunque valutate 24196 donne post-menopausa da studi prospettici facenti parte dell’International Collaboration for a Life Course Approach to Reproductive Health and Chronic Disease Events (InterLACE).

Risultati e discussione

Il BMI è positivamente associato con l’età alla menopausa, e la forza di questa associazione resta tale dopo correzione per fattori confondenti quali l’etnia, il livello di educazione, il fumo di sigaretta e il numero di gravidanze. Rispetto alle donne normopeso, quelle in sottopeso hanno più del doppio del rischio di avere una menopausa anticipata (Relative Risk Ratio -RRR- 2.15, 95% Confidence Intervals –CI- 1.5,3.06; il gruppo di donne con menopausa tra 50-51 anni è considerato come gruppo di riferimento). I due gruppi di donne in sovrappeso e obese sono entrambi associati con una menopausa ritardata, con un RRR in multivariata di 1.52 (95% CI 1.31, 1.77) e 1.54 (95% CI 1.18, 2.01) rispettivamente. Inoltre sono state condotte due analisi specifiche di cui una prima su 4 studi che avevano dati sufficienti per analizzare la relazione tra sottopeso e menopausa anticipata e la seconda su 8 studi per valutare l’associazione tra sovrappeso/obesità e menopausa ritardata.
Da questo studio è emerso quindi che essere sovrappeso/obesa implica un 50% di rischio più alto di avere una menopausa ritardata e questo può trovare una spiegazione nelle funzioni del tessuto adiposo. Il tessuto adiposo produce la leptina che è secreta in proporzione alla massa grassa e inibisce il senso di appetito. La leptina trasmette le informazioni sulle riserve energetiche dell’organismo, sullo stato nutrizionale e sui cambiamenti metabolici all’asse riproduttivo e può agire sia sull’ovaio che sull’ipotalamo amplificando la funzione riproduttiva. La menopausa anticipata, al contrario, sembra associata a bassi livelli di leptina. Altri studi in donne obese hanno evidenziato il ruolo di polimorfismi nel gene dell’enzima 17bidrossisteroidodeidrogenasi di tipo 1 nel minor declino estrogenico in perimenopausa. Il risultato maggiore del presente studio è però quello che le donne in sottopeso hanno un rischio doppio di menopausa anticipata rispetto alle normopeso. Essere sottopeso può innescare una menopausa precoce come conseguenza di malnutrizione, malattie croniche concomitanti o pregresse, esercizio fisico eccessivo o diete dimagranti. In aggiunta, meno tessuto adiposo è indice di livelli più bassi di leptina, ulteriore verosimile correlazione con una menopausa anticipata.

Conclusioni

In aggiunta alle evidenze già note sull’associazione tra BMI maggiore e menopausa ritardata, questo studio ha fornito anche forti evidenze che il sottopeso sia un fattore di rischio per menopausa anticipata. Le donne sottopeso sono quindi a rischio maggiore di avere conseguenze come malattie cardiovascolari e osteoporosi; al contrario, le donne sovrappeso possono avere una maggior esposizione estrogenica con aumento del rischio di carcinoma mammario in aggiunta alle ben note problematiche dovute all’eccesso ponderale stesso.

Zhu D, Chung HF, Pandeya N et al. Body mass index and age at natural menopause: an international pooled analysis of 11 prospective studies. Eur J Epidemiol. 2018 Aug;33(8):699-710. doi: 10.1007/s10654-018-0367-y. PMID: 29460096

2018-10-03T17:11:20+00:00

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